CON UN TASSO DI CRESCITA DEL 7% ANNUO LA ROBOTICA È UNO DEI MERCATI CON I PIÙ ALTI MARGINI DI SVILUPPO. CI SIAMO ADDENTRATI NEL SETTORE INTERVISTANDO PERSONAGGI DI AZIENDE E ASSOCIAZIONI PER FORNIRE UN QUADRO COMPLETO
L’automazione è uno dei principali trend sui quali si sta muovendo l’industria italiana (e non solo) e palando di automazione viene spontaneo pensare alla robotica. Come si sta muovendo quindi il settore in questo periodo e quali sono le attese per il prossimo futuro? Quali sono le linee di sviluppo sulle quali i produttori di tecnologia si stanno muovendo? Di questo abbiamo parlato con alcuni protagonisti in grado di fornire il punto di vista aziendale e delle associazioni di settore: Alessandro Santamaria, Amministratore delegato di Roboteco-Italargon e vicepresidente di SIRI – Associazione Italiana di Robotica e Automazione, e Anna Salvetti, Chief Operating Officer di Roboteco-Italargon.

Un settore che non conosce crisi
È da mesi che si sente prospettare un rallentamento dell’economia globale e se è vero che un calo si è registrato in alcuni settori, come ad esempio il mercato Automotive e, di conseguenza, la produzione industriale tedesca, il mondo della robotica si muove in decisa controtendenza, continuando a crescere a ritmo sostenuto. Secondo il rapporto World Robotics 2023 presentato da IFR a Francoforte, nel 2022 sono state installate oltre 553.000 nuove unità, con un aumento del 5% rispetto al 2021. Per il secondo anno di fila è stato infranto il record del mezzo milione di robot venduti. Parlando di numeri puri si contano oltre 3 milioni e 900 mila robot nel mondo con un tasso di crescita media annua del 13% nel corso degli ultimi 5 anni.
Venendo alla geografia di tale crescita, come ormai succede dal 2013 (anno del sorpasso sul Giappone) la Cina è il primo mercato al mondo con oltre 290.000 robot (aumentati in dieci anni di quasi tredici volte). L’Asia rappresenta il 73% dell’installato mondiale, lasciando all’Europa il 15% e alle Americhe il 10% (Oceania e Africa rappresentano meno del 2% del totale). L’Italia è sesta al mondo e seconda in Europa, con 11.475 nuovi robot industriali venduti nel 2022, pari a una crescita dell’8% sull’anno precedente: un segnale incoraggiante per la manifattura italiana, che punta sull’automazione per recuperare competitività. Il nostro Paese ha una quota di mercato del 16% nell’Unione Europea, seconda solo alla Germania che ha perso l’1% (25.636 unità vendute), trainata al ribasso dal crollo delle vendite nell’Automotive (-27%); ciò si traduce in 90mila robot operativi nelle fabbriche italiane con le applicazioni di manipolazione che rappresentano i due terzi del totale, segue poi la saldatura (ad arco, laser e a resistenza) con l’11% della base installata, l’assemblaggio, la manipolazione in camera bianca (la cosiddetta cleanroom) e il “dispensing”. Per quanto riguarda i settori di sbocco in Italia, la metalmeccanica è il settore principale con quasi il 30% dei robot in uso, seguito dall’Automotive con il 15% dell’installato (ma con un drastico calo del 20% nelle vendite del 2022), dal food e poi dalla plastica/chimica, elettronica. Il 2022 anche per il settore della saldatura ad arco è stato uno degli anni migliori, molte industrie nel settore della General Industry hanno investito in automazione beneficiando degli incentivi fiscali, 4.0 Sabatini e Credito d’Imposta al Mezzogiorno. «L’automazione industriale è una chiave imprescindibile per aumentare la produttività e la competitività delle fabbriche – dichiara Santamaria. L’Italia sembra aver raccolto la sfida e punta decisa verso l’industria 4.0; se saprà sfruttare al meglio i fondi del PNRR, il nostro Paese potrà ritagliarsi un ruolo di primo piano nel mercato dei robot industriali. A livello globale, invece, secondo le previsioni il 2023 registrerà un rallentamento dell’economia, ciò però non inciderà sull’ascesa del settore della robotica industriale, intesa come driver per aumentare la competitività. IFR stima oltre 590.000 nuovi robot installati nel 2023 (i dati consuntivi non sono ancora disponibili), per poi sfondare il tetto delle 600.000 unità nel 2024, con tasso medio di crescita del 7% fino al 2026».
Le tendenze che guidano il futuro
Un tasso di crescita del 7% annuo fino al 2026 è un ottimo risultato previsionale, ma quali sono le tendenze che sosterranno questa crescita? In primis è una maggiore attenzione alla manutenzione, fattore critico per l’aumento dell’affidabilità e la garanzia della produttività; prosegue Santamaria: «La realtà della robotica e dell’automazione è destinata a compiere grandi passi avanti. In questo processo evolutivo, la manutenzione predittiva ha un ruolo incisivo: più precisamente, mediante dati analitici, i robot sono in grado individuare preventivamente possibili anomalie e guasti. Ne consegue una manutenzione proattiva, la quale permette di evitare i fermo impianti che si traduce in un aumento globale della produttività. A beneficiare della manutenzione predittiva sono in primo luogo le aziende, le quali possono contare costantemente sulle prestazioni no stop dei loro sistemi robotici». Oltre alla manutenzione predittiva sarà l’Internet of Things a guidare lo sviluppo dei sistemi robotizzati. Esso è già realtà in molte applicazioni per connettere il mondo fisico al digitale con tutti i benefici in termini di simulazione, monitoraggio e incremento di efficienza ma in futuro sarà sempre più pervasivo, andando a migliorare ulteriormente connettività e comunicazione. «Stiamo vivendo una nuova Era dell’automazione, in cui robotica e “Internet delle cose” si intersecano – dichiara Santamaria – l’IoT è forse una delle tecnologie più importanti del nostro tempo, del nostro mondo interconnesso: ora diversi dispositivi, dotati di software integrati, possono comunicare tra loro e condividere dati in tempo reale, permettendo una comunicazione istantanea tra persone, processi e, come espresso nell’acronimo, “things”. Grazie all’implementazione di sofisticati algoritmi di apprendimento, i robot sono in grado di elaborare innumerevoli dati e prendere decisioni intelligenti, nonché adattarsi a circostanze mutevoli oltre, ovviamente, a migliorare la loro funzionalità». Altra tendenza che guiderà lo sviluppo dei sistemi robotizzati sarà l’Intelligenza Artificiale. Essa viene intesa sia nell’accezione di machine learning, con l’obiettivo di avere robot sempre più sicuri e performanti, sia nell’accezione di generative AI con l’obiettivo di migliorare e semplificare la comunicazione e la programmazione degli impianti. Dichiara a tal proposito Santamaria: «Un driver chiave per lo sviluppo della robotica è il progresso dell‘Intelligenza Artificiale, il quale porterà i robot ad essere sempre più autosufficienti e in grado di svolgere attività gradualmente più complesse. Il settore della robotica, come molti altri, subirà il fascino dell’IA e, per questo, è destinato a diventare sempre più interattivo e interconnesso. I robot, non solo saranno in grado di svolgere mansioni, ma arriveranno a comprendere e rispondere alle interazioni umane».
Uno sguardo dall’interno
Dopo aver delineato i numeri e le prospettive dell’IFR sul presente e futuro della robotica interpelliamo direttamente Roboteco-Italargon, nella persona della sua Chief Operating Officer, Anna Salvetti, per avere il punto di vista di un operatore interno al settore. I numeri attuali dell’azienda confermano pienamente quanto esportato dal report IFR: una crescita nell’installato a fronte di una contrazione limitata al segmento Automotive. Entra nello specifico Salvetti: «Dopo un 2022 da record con oltre 200 impianti installati, tutti a clienti finali nessuno a integratori, il 2023 si è chiuso con una leggera diminuzione del 15%, peraltro ampiamente prevista in sede di budget e da imputare totalmente al settore Automotive mentre la General Industry ha tenuto le ottime posizioni dell’anno precedente; si presume quindi che abbiamo aumentato la nostra quota di mercato, ipotizzando una contrazione del mercato complessivo. La nostra leadership in General Industry si è rafforzata grazie alla ulteriore diversificazione sia applicativa che territoriale: in particolare, abbiamo investito molto al Sud Italia dove prevediamo un forte sviluppo della saldatura robotizzata e stiamo spostando il baricentro delle nostre applicazioni verso produzioni di medio-grandi dimensioni con aumentati spessori di lamiera dove la sensoristica e la qualità di processo delle nostre soluzioni saranno determinanti». Per consolidare ulteriormente la propria quota di mercato Roboteco-Italargon è già all’opera con l’introduzione di tecnologie di ultima generazione. «Il progetto più importante per quest’anno sarà senza alcun dubbio il lancio della nuova unità di controllo Panasonic G4 – dichiara Salvetti – essa è basata sulla consolidata e ancora oggi vincente tecnologia TAWERS, e piloterà l’intera gamma dei robot specialisti in saldatura ad arco e laser, garantendo maggiore velocità e precisione di esecuzione delle traiettorie insieme ad una programmazione ancora più intuitiva e veloce, che lo renderà appetibile anche per produzioni di piccolissimi lotti». In merito ai progetti più a lungo termine anche qui la COO di Roboteco-Italargon conferma, in chiave aziendale, quanto comunicato dall’associazione.
Una prima linea di sviluppo è incentrata appunto sulla manutenzione predittiva: grazie all’analisi dei dati, disponibili in tempo reale grazie alla tecnologia IoT, sarà possibile pianificare interventi mirati, con lo scopo di garantire la continuità produttiva e il massimo livello di performance. «La manutenzione ordinaria è già intervento di routine presso i nostri clienti – specifica Salvetti – ma parlando di manutenzione predittiva, il nostro valore aggiunto è rappresentato dall’ausilio dei sofisticati software Panasonic, in grado di acquisire dati in real time. Questo automatismo instant permette di conoscere in anticipo se un robot necessita di una manutenzione straordinaria; il conseguente intervento tempestivo dei tecnici, evita il fermo impianti e il derivante stallo della produzione. I dati forniti dal robot sono molteplici e si riferiscono sia alla parte di movimentazione di quest’ultimo, che agli aspetti legati alla saldatura (per esempio il fascio cavi o la guaina filo)». La seconda tendenza che piloterà gli investimenti del reparto di R&D di Roboteco-Italargon è l’Intelligenza Artificiale applicata per il monitoraggio delle saldature e come ausilio alla programmazione dei robot. Dichiara Salvetti: «L’esigenza di stare al passo con i tempi è cosa imprescindibile, motivo per il quale l’Intelligenza Artificiale è senza dubbio al centro dei nostri attuali investimenti, sia in termini di programmazione che in termini di controllo qualità. Questa nostra strategia ci rende in grado di analizzare i dati sulle saldature effettuate e, di conseguenza, di identificare i fattori chiave che più influenzano la qualità della lavorazione. Così facendo continueremo a offrire processi mirati, precisi, veloci e con un’efficienza operativa capace di aumentare la produttività complessiva dei nostri clienti. L’adozione dell’IA ci permetterà di prendere parte al cambiamento e perseguire le continue innovazioni del mondo della robotica, settore in crescente fermento».
Antidoto alla carenza di manodopera specializzata
“Non si trovano saldatori” è un mantra comune in tante aziende italiane e in questo l’automazione è sicuramente d’aiuto. Essa è in grado di sostituire l’uomo in compiti pericolosi o ripetitivi aumentando sicurezza ed efficienza creando al contempo nuove opportunità lavorative nella progettazione, nella programmazione e nella manutenzione degli impianti robotizzati. Uno degli ostacoli all’adozione di impianti robotizzati per le aziende, specie italiane, è l’alta variabilità dei lotti che rende l’automazione spesso non conveniente. Abbiamo tuttavia visto che Roboteco-Italargon, con l’adozione della nuova scheda di controllo Panasonic G4, va in questa direzione offrendo degli impianti vantaggiosi anche per lotti di dimensioni ridotte e fornendo così una potenziale soluzione per compensare la mancanza di validi saldatori. Specifica Salvetti: «La robotica consentirà di compensare la carenza di forza lavoro che sarà sempre più marcata a causata dall’invecchiamento globale della popolazione mondiale, oltre a compensare lo skill gap tra grandi aziende e PMI e a rendere più resiliente la produzione, favorendo processi inclusivi e un benessere sociale diffuso e durevole. I robot potranno aiutarci a compensare, almeno in parte, questo decremento di forza lavoro, anche in previsione del trend di crescita che interessa la diffusione della robotica nei vari settori di business». Se la robotica sarà la soluzione alla mancanza di saldatori professionisti ciò non significa che si creerà disoccupazione tecnologica: non si potrà infatti fare a meno di personale specializzato e sarà quindi necessaria un’azione di reskilling degli attuali lavoratori e formazione del nuovo personale. Le competenze richieste per altro possono risultare appealing ai giovani, spingendoli ad approcciare il secondario, e questo è il motivo per il quale Roboteco-Italargon sta tessendo una rete di collaborazione per progetti di alternanza scuola-lavoro con molti istituti scolastici. «Nostro obiettivo – dichiara Salvetti – è contribuire a formare i futuri specialisti della robotica e della saldatura automatizzata coniugando la formazione scolastico con il nostro know-how acquisito in oltre 60 anni di esperienza cercando di appassionare il più possibili i giovani e motivandoli a entrare in un settore con prospettive di crescita assai solide».





